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In occasione dell’Open Day delle Cascine Milano 2015, cena con chiacchierata con il Comitato No Expo
26 giugno in Torchiera, quali trasformazioni con l’Expo?sabato 26 giugno, Cascina Autogestita Torchiera SenzAcqua, p.Cimitero Maggiore 18
Attività n.1 Titolo: SeivDeFarm incontra Torchiera all’ora dell’aperitivo Ora: h17.30 in poi Visite guidate alla Cascina, videoproiezioni, materiali divulgativi su autocostruzione, infoshop, aperitivo Attività n. 2 Titolo: Dar voce a chi si vuol far tacere Ora: dalle h18 in poi In collaborazione con il Naga-Har, un’iniziativa per le vittime della tortura Attività n. 3 Cena di chiacchiere sulla trasformazione dell’area del Musocco-Garegnano in occasione dell’Expo Ora: h21 Con il Comitato No Expo, il Naga, la comunità Rom di via barzaghi, le associazioni di quartiere per un confronto sulla metamorfosi del quartiere nei prossimi 5anni E-mail: torchiera@ecn.org Sito Internet: http://torchiera.noblogs.org La Cascina Torchiera, risalente alla prima metà del XIV secolo, si trova nella periferia ovest della città di Milano, alla coincidenza dei quartieri Musocco e Garegnano. La cascina, di proprietà dei Padri della Certosa di Garegnano fino al 1888, fu in seguito acquisita dal Comune di Milano, permanendo al suo interno diverse attività di carattere artigianale ed una sede locale del Psi. L’incuria e l’abbandono in cui versava la struttura (ancora oggi di proprietà demaniale), provocarono il cedimento di una parte consistente dei tetti ed un progressivo e generalizzato degrado architettonico. Solo nel 1992 un gruppo di ragazzi del quartiere, decise di occupare la Cascina allo scopo di costituirvi un centro sociale, unico spazio di aggregazione sociale e dibattito politico non istituzionale all’interno del quartiere. Diversi collettivi e diverse identità si avvicendarono nei primi quindici anni di storia dello spazio sociale, tuttavia ancora oggi la "Cascina Autogestita Torchiera SenzAcqua" (questo il nome con cui è conosciuta), costituisce un raro esperimento nel panorama libertario milanese, capace di coniugare il lavoro politico di movimento con la presenza sul territorio. Nel dicembre del 2009, il Comune di Milano ha stabilito la vendita della Cascina, all’interno di un lotto comprendente diversi immobili del patrimonio comunale[1]. La vendita è gestita tramite asta dal gruppo bancario BNP Paribas. Il Collettivo del Torchiera si occupa della Cascina da 18 anni: "dal 1992 infatti abbiamo lavorato alla sua ristrutturazione parziale attraverso la pratica dell’autocostruzione e della condivisione di saperi, tempi, energie. Valorizzare, nella nostra esperienza, significa responsabilizzarsi collettivamente alla tutela dello spazio fisico ed al rilancio degli spazi sociali, proprio attraverso la pratica dell’occupazione di un luogo abbandonato dal demanio e che oggi, senza questo percorso di autogestione, non ospiterebbe una miriade di progetti culturali, politici, artistici". "Ogni singolo spazio della cascina è espressione delle attività che abbiamo messo in piedi in questi anni. Al piano terreno abbiamo la sala del camino che ospita concerti ed iniziative culturali, il teatro e le bande musicali sono invece ospitate dalla Saltottoni. L’aia ospita un grande palco per la stagione estiva, un piccolo orto ed un forno a legna, oltre a diversi magazzini, un’officina e la cucina comune. Al primo piano stiamo aprendo una ludoteca, abbiamo una biblioteca/infoshop ed una stanza dedicata alla scuola di italiano per stranieri. Molti altri progetti, dalla rete partigiani in ogni Quartiere al Trok, non hanno uno spazio dedicato ma sono parte della quotidianità e dello scheletro progettuale di questo spazio." "Negli ultimi mesi abbiamo terminato la ristrutturazione dei tetti dell’ala destra ed avviato un percorso di sostenibilità e riuso nell’ambito del laboratorio “seiv de farm” attraverso la costruzione di un muro con bottiglie recuperate dal bar della Cascina ed il rifacimento della legnaia. Il palco esterno è stato ricostruito e moltissimi sono i lavori attualmente in cantiere. Questa spinta si scontra con la mancanza di acqua corrente dovuta al taglio, caso unico a nostra memoria, operato dall’amministrazione nel tentativo di scoraggiare la comunità che si è fatta carico di recuperare l’antico stabile diciotto anni fa. L’occupazione di Torchiera è un esempio concreto di lotta al degrado, all’abbandono del patrimonio pubblico, alla speculazione edilizia che aggredisce quotidianamente la nostra città". "I progetti in corso sono diversi. All’interno dell’how-to all’utilizzo della Cascina che abbiamo realizzato e distribuito in occasione del convegno in Cascina Cuccagna, se ne può trovare una descrizione complessiva e sintetica. Torchiera resta innanzitutto uno spazio aperto alla trasformazione ed alla condivisione di nuove idee, pratiche, linguaggi. Ogni singola persona interessata a far parte di questo percorso collettivo, basato sull’autogestione del quotidiano, è un pilastro unico e insostibuibile su cui si fonda il nostro agire. Dalla Rete Partigiani in ogni Quartiere all’officina, passando per l’orto e la ludoteca, ogni angolo della Cascina diviene, giorno dopo giorno, uno strumento della cassetta per gli attrezzi di chi pratica l’attivismo dentro e fuori Torchiera". martedì 8 giugno 2010. versione stampabile
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