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EXPO? Proposte costruttive per il futuro di MilanoDocumento presentato dal Comitato No Expo ai capigruppo in Provincia il 20 novembre 2008 in occasione del Consiglio Provinciale con tema Expo
Noi non siamo convinti che Expo 2015 sia una grande opportunità per Milano e la sua Provincia. Non ci convince il masterplan con cui è stata assegnata la rassegna e non ci piacciono gli accordi e i progetti connessi a Expo che in questi mesi si sono palesati. Riteniamo poco democratico il processo decisionale che porterà a Expo. Il territorio su cui viviamo si caratterizza da anni per un modello di sviluppo basato su consumo spregiudicato del territorio, deterioramento delle condizioni ambientali del vivere, politiche della mobilità miopi di fronte ai livelli di congestionamento da traffico e di inquinamento, modelli energetici e del ciclo dei rifiuti ad alto impatto ambientale, deregolamentazione urbanistica ed ambientale, privatizzazione dei servizi pubblici di rete e alla persona e dei beni comuni, speculazione immobiliare, assenza di una visione pubblica della città e del territorio, degrado delle condizioni economiche e sociali di vita, pendolarismo, precarietà e insicurezza sul lavoro, egoismo e intolleranza crescente. L’impronta ecologica della Provincia di Milano (4,17 H/ab) è insostenibile e il suo deficit ecologico, a causa dell’elevato livello di cementificazione del territorio, è superiore del 30% rispetto al già forte deficit ecologico medio italiano (vedi studio sull’Impronta ecologica presentato in ottobre 2008 dalla Provincia stessa). Milano è la prima città al mondo per polveri sottili. La Val Padana è una delle aree maggiormente inquinate del pianeta. Gli abitanti di questi territori necessitano di un cambio di rotta, di un “risarcimento ambientale”, per non veder pregiudicate le proprie aspettative di vita e quelle delle generazioni future. L’operazione Expo2015 si innesta in suddetto contesto, movimentando risorse per perpetuarlo, agendo come parte di un processo di più ampia ristrutturazione del territorio milanese e lombardo, accelerando progetti, facendo saltare i meccanismi di regolazione del territorio. In sostanza Expo2015 non è finalizzato a “fare l’Expo” e tantomeno a “Nutrire il Pianeta”, ma a produrre eventi e trasformazioni al di là di quanto dichiarato. Per giustificare interventi, investimenti e grandi opere, avete creato l’immaginario del grande evento salvifico, in grado di risolvere i problemi di Milano e del bacino economico che vi gravita, utilizzando il tema dell’alimentazione per accreditarsi fini etici e garantirsi appoggi trasversali. Ad evento eccezionale si fanno corrispondere leggi ad hoc, poteri speciali, governance privatistica, procedure d’urgenza. Si salta ogni principio democratico e di partecipazione. Scompare ogni prospettiva di conflitto/mediazione, in linea con i principi della Legge Obiettivo e con i decreti su inceneritori e centrali energetiche. Non può esistere un altro Expo se non quello auspicato dai grandi interessi finanziari ed economici coinvolti, con il pieno appoggio delle Istituzioni promotrici: un Expo che deve far girare i soldi, consentire appalti e costruzioni per miliardi di Euro, proseguire con quell’uso privatistico del territorio e con una mobilità prevalente su gomma e pensata solo in funzione delle merci da far girare. Expo2015 e tutte le opere grandi o meno che nei prossimi anni verranno realizzate in suo nome, richiedono enormi investimenti pubblici nell’ordine dei 15 mld di €. Soldi indispensabili per attirare poi gli investimenti privati, soldi vitali oggi con la crisi finanziaria e la stretta creditizia. Dove verranno prese tutte queste risorse pubbliche (ad oggi mancano sicuramente 3 mld di Euro)? Tagliando, privatizzando, svendendo (come nel caso di Alitalia). Nel decreto legge 133/08, quello dove all’art. 66 si tagliano 1,44 mld di euro all’Università, all’art. 16 se ne stanziano 1,48 per Expo. Milano e la Lombardia, necessitano di decongestionare il proprio territorio e invece non solo non lo fanno ma con la scusa di Expo faranno spendere miliardi di soldi pubblici, regalandoli a speculatori, banche e finanzieri, distogliendo risorse importanti da altri impieghi (scuola, università, ricerca, sanità, case popolari, trasporto pubblico locale, welfare, riqualificazione energetica degli edifici e energie alternative). In un contesto di crisi economica, Expo, inevitabilmente, diventa ancora di più occasione per le economie più floride del nostro paese (mafia, ndrangheta e camorra) per fare enormi affari con gli appalti per la movimentazione terra nei cantieri, le cave, il caporalato, le costruzioni, il ciclo dei rifiuti. Già oggi la penetrazione della criminalità organizzata in queste zone e nei settori più interessati dal business Expo è elevata. Mancano volontà politica e procedure in grado di impedire che Expo sia per le mafie il vero business del secolo. In una situazione da “malattia grave” Expo è l’elemento che aggrava e amplia tutta una serie di problemi:
Per tutti questi motivi, vi chiediamo di riconsiderare le scelte urbanistiche, i piani della mobilità, i finanziamenti e ogni altro intervento delibererete in vista di Expo 2015, e avanziamo le seguenti proposte: • Il Consiglio Provinciale sia promotore di tutte le iniziative necessarie ad impedire che durante la manifestazione di Expo 2015, dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, si realizzino nel territorio provinciale e in particolare in quello circostante l’area espositiva della Esposizione Universale, altre manifestazioni Fieristiche di rilievo; contestualmente favorisca la collocazione della sede dell’Esposizione Universale all’interno dell’area espositiva del polo fieristico di Rho Pero, sfruttandone tutte le superfici espositive disponibili e utilizzando a tal fine le aree circostanti solo per un periodo limitato di tempo e con l’impegno a mantenere la destinazione d’uso attuale (agricolo) definita dagli strumenti urbanistici in essere, anche dopo la fine della manifestazione, coerentemente con il tema dell’esposizione (“Nutrire il pianeta, energia per la vita”). • Con soldi “risparmiati” non edificando il sito Expo e rivedendo il piano delle opere autostradali e tangenziali in cui la provincia è coinvolta, dirottare gli investimenti per redigere e attuare un piano provinciale della mobilità sostenibile, con interventi prioritari nel trasporto pubblico locale per collegamenti tra comuni della provincia, e con i nodi di interscambio esistenti, con mezzi elettrici o a metano, ed un piano di percorsi ciclabili a ragnatela (interventi da attuare con conferenze delle comunità promosso dalla provincia, al fine di individuare flussi, tempi, percorsi); • La Provincia impieghi un’altra parte dei previsti finanziamenti pro Expo per la costituzione di un fondo per il diritto alla casa, da utilizzarsi per il recupero, la ristrutturazione e relativa riassegnazione del patrimonio edilizio pubblico sfitto; interventi a sostegno degli affitti per studenti, precari, giovani coppie, anziani, con contratti di locazione privati; intervento diretto della provincia sui cantieri avviati e “fermi” per mancanza di fondi, acquisendo le opere e riassegnandole secondo graduatorie con contratti ad equo canone; • Il Consiglio Provinciale dirotti parte dei finanziamenti stornati dagli interventi per il sito e per le opere viabilistiche, stanziando straordinariamente un milione di euro da destinare per il 2009 all’Ispettorato del Lavoro per incrementare il personale impiegato, finalizzandolo in particolare ad un controllo straordinario dei cantieri edili, e alla sicurezza sul lavoro; l’istituzione di un osservatorio sugli appalti legati ad Expo 2015, aperto al coinvolgimento di rappresentanti delle associazioni impegnate contro le mafie e della società civile; • Il Consiglio provinciale dirotti parte dei finanziamenti stornati per interventi riguardanti sia il risparmio energetico degli immobili di sua proprietà sia per attivare con più determinazione interventi di risparmio energetico da parte dei privati e dei singoli dei cittadini. Siamo convinti che gli interventi suggeriti sopra consentano un oggettivo risparmio di fondi per tutta la comunità in termini ad esempio di minori spese per l’approvvigionamento di energia e un riequilibrio del rapporto uomo-ambiente tanto sbandierato e poco perseguito concretamente: nulla a che vedere con lo spreco imperdonabile (soprattutto in tempi di crisi) di denaro pubblico che si prospetta con Expo 2015. Se la Politica ha il compito di perseguire il bene comune, questo è il momento di dimostrarlo. Milano 20 Novembre 2008 COMITATO NO EXPO venerdì 21 novembre 2008. versione stampabile
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