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ANALISI E PROPOSTE DA PEROExpo2015 - Proposte e aspettative dei Comuni del nord- ovest DOCUMENTO DEI COMUNI DEL NORD-OVEST MILANESE La lettura delle proposte (sino ad oggi oggettivamente disponibili) sugli interventi che daranno corpo ad Expo 2015 consentono di verificare che il tutto verte su progetti, impegni e investimenti che interessano l’area dell’esposizione con proposte di appendice al recinto interessato che riguardano le cosiddette “via di terra e via d’acqua”. I contenuti di questo documentano guardano oltre tali confini e provano a delineare, partendo dal probabile impatto di Expo sul nord ovest dell’area metropolitana milanese, quali sono le aspettative dei Comuni di questa parte di tessuto metropolitano. Il fine è quello di consentire alla popolazione di questo territorio di poter fruire di una serie di benefici pubblici di carattere collettivo, una sorta di eredità pregiata concreta e non effimera, che Expo ha il dovere di lasciare come segno positivo di questa manifestazione internazionale. Così come l’imprenditoria milanese guarda ad Expo come l’occasione per nuovi investimenti e nuova remuneratività, anche la popolazione, di diritto, guarda ad Expo come l’occasione per attivare investimenti pubblici atti a risolvere questioni che da sempre sono in sospeso e che contribuirebbero a migliorare la qualità della vita in questa parte dell’area metropolitana. Quello a cui si aspira, qui a nord-ovest, é che una dovuta attenzione progettuale e la necessaria parte di investimenti si occupino della costruzione dei tracciati di trasporto pubblico su ferro necessari, di riqualificare le vie d’acqua naturali esistenti, di salvaguardare le porzioni di territorio a verde mettendo in relazione con opere opportune i parchi esistenti. Le legislazione prodotta dalla nostra Regione sulle questioni “dell’impatto ambientale”, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ed i Piani d’Area Intercomunali hanno senso solo se non rimangono enunciazioni di principio ma diventano operativi. Expo è l’occasione per dare corpo a queste espressioni di volontà degli Enti Locali che per ora stanno ancora solo sulla carta. Il nord-ovest in questa sua proposta punta soprattutto sulle questioni dei trasporti, del verde e delle vie d’acqua esistenti. 3 CONSISTENZA DEL PATRIMONIO RIFERITO AI SISTEMI DEL TRASPORTO SU FERRO, DEL VERDE E DELLE ACQUE Comune Abitanti Trasporto pubblico su ferro Linea MM Tramvie Trasporto privato di uso pubblico su gomma Parchi Corsi d’acqua Rho 50.246 FF.SS. TAC/TAV MM1 STIE Fontanili Basso Olona Olona Lura Pero 10.223 MM1 STIE SUD Olona Arese 18.771 Groane Baranzate 11.189 Bollate 37.360 FNM Groane Lainate 23.660 Lura Naviglio Garbagnate 27.276 FNM Groane Naviglio Cesate 12.317 FNM Groane Settimo Milanese 17.134 ATM SUD Cornaredo 19.928 SUD WWF Vanzago Pregnana 6.271 Basso Olona Olona Pogliano 8.192 Basso Olona Olona Novate Milanese 19.889 FNM Balossa Paderno Dugnano 47.133 FNM Grugnotorto Villoresi Seveso Naviglio Nerviano 17.409 STIE Roccolo Olona Naviglio TOTALE 326.998 IL SISTEMA DEI TRASPORTI SU FERRO Le strade ferrate Una sana idea di Expo quale luogo espositivo altamente accessibile, presuppone elevati e congrui investimenti sul sistema di trasporto pubblico collettivo affinché l’area deputata sia raggiungibile dal maggior numero di visitatori possibile con il minor numeri di mezzi di trasporto. Conoscendo l’area individuata e scelta allo scopo, appare quanto mai ovvio che l’areoporto di Malpensa dovrà essere opportunamente collegato ad un sistema di trasporto pubblico collettivo da individuarsi nel patrimonio ferroviario esistente e che tale patrimonio dovrà essere dotato di nuove tratte aggiuntive disegnate su tracciati possibili, il meno impattanti possibile e di breve percorrenza. Un sistema nella sostanza congruo, celere, puntuale, con un patrimonio carrabile ed un parco mezzi degno del made in Italy. Un sistema di tale portata non solo servirà ad Expo ma rimarrà patrimonio del territorio in futuro. 4 PROPOSTA 1 Da Garbagnate il ramo secco delle FNM che dalla stazione porta all’area dell’ex Alfa Romeo di Arese deve essere ripristinato, raddoppiato e prolungato sino ad interconnettere con la stazione di testa della MM1 del Polo Esterno di Fiera e con la stazione della TAC/TAV. L’utenza dallo scalo di Malpensa potrà raggiungere il Polo Esterno di Fiera ed Expo senza dover arrivare alla stazione FNM di piazza Cadorna in Milano, scambiare con la linea MM1 e risalire sino alla stazione di testa di Rho-Fiera. Tale tratta si configurerà anche come il primo congiungimento alle porte di Milano tra FNM e FF.SS. ed un importante Centro Intermodale d’Interscambio (FNM - stazione TAV/TAC- stazione FF.SS. - Passante Ferroviario) e ne beneficerà dai punti di vista dell’accessibilità anche l’area dell’ex Polo Alfa. PROPOSTA 2 Dalla linea delle FF.SS. appena fuori dalla stazione di Rho, il ramo esistente e forse smantellato che portava all’interno della vecchia Raffineria ora sede del Polo Esterno di Fiera, va ripristinato e se necessario raddoppiato affinché le merci -tutte- possano essere trasportate sia dentro il recinto Fieristico che nella futura area Expo. Le tramvie L’occasione di Expo, consente di riproporre progetti negati che si sperava fossero colti in concomitanza con la costruzione del Polo Esterno di Fiera e invita a ripetere il percorso logico e non più rinviabile finalizzato alla creazione del maggior numero di interconnessioni fattibili tra diversi sistemi di trasporto su ferro su tracciati possibili. PROPOSTA 1 Da piazzale Roserio (Ospedale L. Sacco) le tramvie che lì fanno capolinea (19) devono trovare prolungamento lungo la S.S. Varesina sino a raggiungere tutta la parte est del perimetro edificato di Arese. Questo consentirebbe di dotare Arese (18.771 abitanti) di una linea di trasporto pubblico su ferro direttamente accessibile che l’utenza della città non possiede per i suoi spostamenti verso Milano e assumerebbe altre tre importanti funzioni: se da Arese trovasse prolungamento fino alla stazione FNM di Serenella garantirebbe agli Aresini di far uso anche delle FNM, Ospiate e Baranzate avrebbero in dotazione una linea di trasporto su ferro, i milanesi potrebbero raggiungere il sud del parco Groane accompagnati dalle loro biciclette facendo uso del treno. PROPOSTA 2 Da Arese una tramvia che corra lungo il perimetro sud della città dovrà collegare la città stessa con Terrazzano e Mazzo di Rho per poi ricondursi al Centro Intermodale d’Interscambio FF.SS. TAV/TAC - MM1 di Rho Fiera. PROPOSTA 3 Dal Cimitero Maggiore (Musocco) la tramvia che lì fa capolinea (14) deve trovare prolungamento lungo la S.S. del Sempione (via Gallarate) sino a raggiungere la stazione MM1 di Molino Dorino al Quartiere Gallaratese. Questo consentirebbe di collegare con una linea della MM tutto il sistema urbano su ferro delle tramvie che muove all’interno della vasta area insita tra l’Arco della Pace - piazza Firenze - piazzale Accursio e Musocco e tra l’Arena e viale Scarampo. 5 Le linee MM Individuare un’area metropolitana significa pensare in maniera “macro” ed è auspicabile (come universalmente riconosciuto) che debbano essere i progetti dei sistemi di trasporto pubblico a definire gli insediamenti umani e non viceversa. Nella nostra area metropolitana, dove la conurbazione è al limite e i comportamenti politicoistituzionali hanno seguito la seconda delle filosofie sopra richiamate, è divenuto quanto mai opportuno e necessario ovviare alla lacuna dei collegamenti pubblici sugli assi est-ovest e viceversa. PROPOSTA 1 In questa logica pensare come prima ipotesi ad un possibile prolungamento della linea 1 della MM da Rho-Fiera sino a Paderno Dugnano (Stazione FNM) e sino a Monza (collegamento con la stazione di testa della futura linea MM Sesto-Monza) comincerebbe a configurare il sistema dei trasporti su ferro milanese come approcciabile per consistenza ai livelli delle altre metropoli europee. IL SISTEMA DEL VERDE E LA FRUIZIONI DEI PERCORSI D’ACQUA I corridoi verdi I parchi dell’area metropolitana milanese devono essere collegati tra loro affinché la fruizione divenga possibile a più comunità di abitanti ed in funzione di Expo un’opportunità per i visitatori. I corridoi verdi, peraltro già individuati da parte della strumentazione urbanistica regionale e provinciale, sono la soluzione idonea e devono essere realizzati attraverso investimenti pubblici mirati. Tali corridoi devono essere vincolanti e salvaguardati dai PGT locali. PROPOSTA 1 I corridoi devono essere fruibili attraverso la costruzione di piste ciclo-pedonali che corrono lungo i corsi d’acqua naturali ed artificiali dove possibile e devono congiungere tra loro parchi e aree verdi minori. I parchi la cui connessione consente la costituzione di un primo reale sistema del verde sono: il Roccolo, Parco Sud, Bosco in Città, Parco dei Fontanili, Basso Olona, Parco della Lura, Groane, Grugnotorto-Villoresi, Parco della Balossa. I progetti ed i finanziamenti devono essere coordinati dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Milano con il contributo dei Comuni ed oltre a mettere in relazione le aree verdi ed i percorsi d’acqua naturali ed artificiali esistenti, devono congiungere tutti gli insediamenti umani del territorio che possiedono valenze storiche ed architettoniche nonché paesaggistiche. 6 PROPOSTA 2 Expo deve divenire l’opportunità per la costituzione del parco dei 5 Comuni. PROPOSTA 3 Il sistema esistente delle acque sul territorio deve prendere in considerazione ed investire sul recupero del patrimonio esistente sia in termini di fontanili che di percorsi d’acqua censiti e non come secondari e terziari. IL SISTEMA FOGNARIO Expo diviene per questa parte dell’area metropolitana anche l’occasione per una ridefinizione oggettiva del sistema fognario e per profonde riflessioni sia sulla consistenza della rete esistente che sul complesso di depurazione sito in Pero. Certamente l’evento richiederà opere di adeguamento se non di riprogettazione, rifacimento ed ampliamento all’attuale sistema. Il tessuto urbano interessato si aspetta una progettazione congrua tutt’altro che temporanea e riferita solo ad Expo, ma che divenga il soddisfacimento dei bisogni già oggi pressanti della popolazione che abita questo territorio e l’occasione per determinare in via definitiva la depurazione di tutti quei corsi d’acqua che ancora soffrono per quanto viene ancora versato nei loro alvei. LE PROPOSTE DI MILANO SUL PRE E SUL DOPO EXPO: I RIFLESSI SUI COMUNI DI PRIMA CINTURA Questo documento non può esimersi dal sottolineare alcuni aspetti che vertono sulle scelte che Milano sembra voler fare rispetto all’insediamento di Expo 2015. Il riferimento verte su due questioni. In prima istanza va detto che nei Comuni è ferma la consapevolezza che dal punto di vista viabilistico privato su gomma l’organizzazione degli insediamenti espositivi non può reggere se Milano non darà concreta attuazione al cosiddetto “Piano di Cascina Merlata”, operazione già necessaria prima che si avviasse l’attività del Nuovo Polo Fieristico di Rho-Pero. In seconda istanza la questione concerne la possibilità che le aree deputate per Expo, agricole e di proprietà privata, possano fruire ad esposizione smantellata di un cambio di destinazione d’uso urbanistico che consentirà l’edificabilità di tale aree da destinarsi a nuove residenze, attività direzionali e ad attività commercial della grande distribuzione. E’ probabilmente opportuno che Milano rifletta su tali questioni data la saturazione del tessuto urbano dal punto di vista degli insediamenti umani e converta l’imprenditoria milanese verso un’idea di remuneratività volta a destinazioni d’uso di tipo pubblico-collettivo, senza impedire la creazione di corridoi verdi in quel sito, e, con una mentalità più europea, provare a sperimentare l’idea di realizzare compensazioni ambientali laddove la città ne è priva. Dcumento integrabile redatto e divulgato in proprio dal gruppo “Gente di Pero Cerchiate e Cerchiarello” novembre 2008 mercoledì 1 ottobre 2008. CARTOGRAFIA versione stampabile
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