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Appello al mondo politico, culturale, artistico, accademicoIl Comitato No Expo, coordinamento di associazioni, comitati locali, centri sociali, cittadini, che si oppone alla candidatura di Milano ad ospitare l’Expo 2015, rivolge questo appello al mondo culturale, scientifico, accademico, artistico e politico milanese e non. Da quando abbiamo iniziato la nostra campagna di controinformazione e denuncia rispetto a cosa sia l’Expo in termini d’impatto ambientale e trasformazione del territorio, ci siamo sentiti soli al cospetto di una macchina organizzativa e di comunicazione che vede rappresentato sempre e solo il pensiero di chi sponsorizza e sostiene la candidatura. Istituzioni, mass-media, poli universitari, sindacati, associazioni di categoria, tutti all’unisono, cosa rara a vedersi, ci disegnano uno scenario pro-Expo ormai quotidianamente, dimenticando di chiedere a noi, che viviamo, studiamo, lavoriamo nel territorio esteso, che direttamente o meno verrà interessato dall’Expo e dalle opere accessorie (più o meno l’intera regione), cosa ne pensiamo. E ci ha stupito la pressoché totale assenza di voci fuori dal coro, di pensiero critico o anche solo di dubbi rispetto a cosa sia prioritario oggi per Milano e per la Valle Padana. Se l’Expo o se altro, viste le condizioni ambientali, d’inquinamento, di disgregazione sociale in cui ci troviamo. In particolare abbiamo sentito un silenzio più pesante degli altri, quello di chi in questi anni a saputo dare voce al malessere, ai problemi, alle lotte di questi territori, mettendo in gioco credibilità, carisma, competenza, creatività, conoscenza al servizio di cause piccole e grandi. Dove sono finite le menti libere e le coscienze critiche che hanno messo in discussione lo sviluppo urbanistico di Milano, i grandi progetti (CityLife o Città della Moda per esempio) le speculazioni; che hanno denunciato il collasso ambientale e da inquinamento; che hanno sostenuto altri modelli di mobilità? Dov’è la Milano che si è espressa contro la privatizzazione dei beni comuni? Dove le voci preoccupate dalla desertificazione culturale e sociale della città, dal disagio delle periferie? Perché non si esprime chi denuncia la “pulizia etnica” a scapito di migranti, rom e più in generale di chi non è compatibile con la Milano esclusiva, tutta grattacieli, lustrini e paillettes? Dove sono le voci che hanno criticato il Tav e altre grandi e piccole opere che in giro per il paese devastano i territori azzerando nei processi decisionali il metodo democratico e la partecipazione? E chi denuncia la precarietà, il lavoro nero, le morti bianche nei cantieri....e la lista potrebbe continuare, perché spesso in questi anni le Vostre voci hanno fatto da argine a derive d’ogni tipo, da coagulo per movimenti, da stimolo per le persone. Noi oggi Vi chiediamo di aderire all’appello allegato e di aprire un confronto su cosa sarà l’Expo, sulle trasformazioni che provocherà; non Vi chiediamo di schierarvi pro o contro ma di discutere con noi nella speranza che dalla dialettica possa emergere quella critica che oggi manca. Milano è la città favorita ad ospitare l’Expo 2015. La decisione sarà a marzo 2008. Il sito scelto è adiacente alla Fiera tra i comuni di Milano, Bollate, Rho e Pero. Sarà un affare enorme, un grande evento commerciale simbolo dell’economia globalizzata, e del prevalere dei mercati sulla politica e la società : · 4 miliardi di euro d’investimenti (1,4mld di € pubblici) · milioni di mq di nuove aree cementificate · 160.000 visitatori attesi al giorno per 180 giorni · realizzazione del Tav e di nuove autostrade (Brebemi, Pedemontana, 2 nuove tangenziali a Milano, Broni-Casale e Boffalora-Malpensa) · terzo teminal a Malpensa · alberghi, parcheggi, poli logistici di servizio Una macroregione che va da Torino a Verona, già oggi tra le più inquinate e congestionate al mondo, alterata in maniera irreversibile. Sarà un gran business per le speculazioni sulle aree, la costruzione e la gestione dell’evento; un affare per i soliti pochi noti (Fiera, immobiliari, multinazionali, imprese di costruzioni); un guadagno effimero, precario, magari in nero per chi vi lavorerà. Un territorio sacrificato all’utopia di rilanciare il prestigio di Milano nel mondo con un grande evento, che finirà per essere fine a se stesso, non affrontando i problemi di chi vive, lavora, studia su un territorio così vasto. Tutto questo senza consultare i territori, nell’unanimismo più totale delle istituzioni e nella disinformazione più completa nei confronti di chi pagherà per sempre le conseguenze di tuttoquesto. E il tema proposto per l’evento (Nutrire il Pianeta, energia per la vita) resta un titolo vuoto senza critica al modello agro-alimentare imposto dalla globalizzazione neoliberista, fatto di OGM, monocolture, sementi ibride, cibi massificati e plastificati; un modello che affama ¾ del pianeta, inquina e distrugge la bio-diversità ed arricchisce solo le grandi aziende del settore. Nessun accenno al fallimento delle politiche e delle campagne alimentari degli organismi internazionali. L’ Expo non è quello che serve ad un territorio già sfruttato, inquinato, cementificato. Non è quello che chiedono le persone che vivono in questa situazione e che, semmai rivendicano città più vivibili a misura dei soggetti più deboli; che immaginano un modello sociale di convivenza costruito sulla relazione e non sullo scambio di merci; che vogliono una città ricca di differenze e non povera nella sua esclusività e uniformità culturale e sociale; che vedono nel territorio un bene comune da difendere; che chiedono cultura, servizi, verde, diritti, un’altra mobilità e non autostrade, alberghi e investimenti per eventi effimeri. Info e adesioni: info@noexpo,it; noexpo@libero.it; www.noexpo.it PROMUOVONO:Ass.ne Dimensioni Diverse - Attac Milano, Cascina Autogestita Torchiera, Coll.Oltre il ponte Nerviano, Coord.Nord-Sud, Cscp Pubblico, Diciannoverde, E.Gatti (Comitati contro gronda nord), F.Spelta (Acli Gallaratese), Giovani Comunisti/e, Leoncavallo spa, Lista Uniti con D. Fo, M.Sacerdoti , R.Mastrodonato (pres. Vivi Progetta altra Mi), P.Maestri (cons. Prc prov. Mi), Puntorosso, Rete per la decrescita, Sos Fornace (Rho), Partito Umanista, Unaltralombardia; circolo Prc R.Luxemburg (Assago); Pdci Rho PRIMI FIRMATARI:P. Maestri (cons.prov.Mi Prc); B. Rizzo (cons.com.MI-Uniti con D. Fo); L. Guerra (cons.prov.Mi Pdci); M. Agostinelli (cons.reg. Prc); L: Muhlbauer (cons.reg. Prc); G. Riolo (Puntorosso); A. Rocchi (dep. Prc/SE); D. Farina (dep. Prc/SE); V. Agnoletto (dep.parl.Eu. Prc/SE); P. Cagna Ninchi(Unaltralombardia); O. Lamperti (docente Politecnico Mi);G. Schultze (portavoce Forum Umanista EU); E. Molinari(Pres. Comitato Contratto Mondiale Acqua); J.L. Del Roio(sen. Prc/SE); M. Bersani (Attac Italia) ; M.C. Baroni (Pdci); P. Sullo (direttore Carta); M. Revelli (storico); F. Vanzetti (cgil Pavia); Demo Collu (Coop. Lavoriamo); Bebo Storti (attore-cons.reg. Pdci); D. “Atomo” Tinelli; Dario Lesmo ADERISCONO: D. Biolghini (rete economia solidale); A. Rossi (Ass. Luca Rossi),M. Di Gregorio, E. Noseda, G. Sgarbi, D. Masoch, A. Trebo, T. Fusar Poli, Ermanno Erik Ewald e Lino di Gregorio; SdL sindacato intercategoriale di Milano; Lodovico Meneghetti (ex prof. Urbanistica); Angela Gennaro Meneghetti sabato 20 ottobre 2007. versione stampabile
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